ATHLETICALLY CORRECT

Lo chiamano tutti “riscaldamento” ma è meglio dire “avviamento”, perche non è solo questione di aumento della temperatura corporea ma anche di una successione di eventi fisiologici indispensabili a preparare il corpo allo sforzo fisico. Senza questa fase l’intero organismo può subire traumi durante la prima fase dello sforzo o partita o allenamento.

L’avviamento prepara al meglio i tessuti di muscoli e tendini, rendendoli più elastici e pronti ad affrontare movimenti bruschi o forzati; allo stesso tempo riduce la viscosità del liquido sinoviale (il “lubrificante” delle articolazioni) permettendo movimenti più ampi e riducendo il rischio di traumi; in più avviene un aumento graduale della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, irrorando gradatamente i distretti sollecitati dall’esercizio e preparando il corpo a un migliore utilizzo delle energie, oltre ad incrementare l’ossigenazione dei tessuti; infine l’avviamento serve anche a rendere più efficiente il passaggio degli impulsi nervosi: ne conseguono movimenti più veloci e il fisico più reattivo.

La fase di avviamento non dovrebbe durare meno di 10-15 minuti per chi non svolge spesso attività sportiva, ma dovrebbe essere più lunga per gli sportivi allenati che impiegano più tempo ad attivare l’organismo. Deve inoltre tenere conto delle condizioni climatiche ed essere più lunga quando si affronta un’attività all’aperto in inverno, perché la bassa temperatura ambientale rende più lenti alcuni processi fisiologici del corpo.

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