HRV – la misurazione dello stress

La frequenza cardiaca la possiamo definire come il valore medio di battiti cardiaci al minuto. Questo dato è però solo un valore medio, in realtà tra un battito cardiaco e l’altro intercorre un certo tempo non costante, cambia in continuazione. La Heart Rate Variability (HRV) è una tecnica per misurare ed analizzare questa variabilità della frequenza cardiaca.

Da questo valore è possibile dedurre molte informazioni, proprio per questo sta assumendo un’importanza sempre crescente in ambito paramedico e benessere.

L’HRV si misura con un apposito strumento che si appoggia sulle dita o sulla cute. Si può valutare il rischio di problematiche cardiache, il rapporto fra il sistema nervoso Simpatico e Parasimpatico, il livello di stress.

La HRV ha origine in ambito cardiologico, successivamente, grazie a studi scientifici che hanno mostrato la sua importanza, è stata adottata come indicatore attendibile anche in altri ambiti come la psicologia, la psicoterapia, la medicina olistica, nello sport. Oggi, il numero di campi applicativi sta crescendo continuamente, come dimostrano gli studi pubblicati su varie tematiche : cardiologia, ipnosi, ansia, stress, depressione, asma, gravidanza, diabete.

COSA E’ LA HEART RATE VARIABILITY?

La HRV è la naturale variabilità della frequenza cardiaca in risposta a fattori come il ritmo del respiro, gli stati emozionali, lo stato di ansia, stress, rabbia, rilasssamento, pensieri, etc.

In un cuore sano, la frequenza cardiaca risponde velocemente a tutti questi fattori, modificandosi a seconda della situazione, per meglio adattare l’organismo alle diverse esigente che l’ambiente continuamente ci sottopone.

Un individuo sano mostra una buon grado di variabilità della frequenza cardiaca, quindi un buon grado di adattabilità psicofisica alle diverse situazioni.

La HRV è data dalla interazione fra il Sistema Nervoso Simpatico e Parasimpatico:

  • sistema nervoso simpatico (i mediatori chimici sono la noradrenalina, l’adrenalina, la corticotropina, diversi corticosteroidi) quando è attivato innesca risposte vegetative quali: aumento del battito cardiaco, dilatazione dei bronchi, aumento della pressione arteriosa, vasocostrizione periferica, dilatazione pupillare, aumento della sudorazione. E’ la normale risposta dell’organismo a una situazione di allarme, lotta, stress.
  • sistema servoso parasimpatico (mediatore chimico acetilcolina) produce un rallentamento del ritmo cardiaco, un aumento del tono muscolare bronchiale, dilatazione dei vasi sanguigni, diminuzione della pressione, rallentamento della respirazione, aumento del rilassamento muscolare, respirazione più tranquilla e profonda, i genitali, mani e piedi diventano più caldi. Rappresenta la normale risposta dell’organismo ad una situazione di calma, riposo, tranquillità ed assenza di stress.Il nostro corpo, ogni giorno, si trova in una situazione determinata dall’equilibrio o dalla predominanza di uno di questi due sistemi nervosi. La capacità dell’organismo di modificare il proprio bilanciamento verso l’uno o l’altro è molto importante, per il mantenimento dell’equilibrio fisiologico e psicologico.

    Da queste informazioni possiamo dedurre la notevole importanza di uno strumento scientifico come la HRV, soprattutto ai giorni nostri, in grado di valutare il rapporto tra il  sistema nervoso Simpatico e Parasimpatico.

Presso il Panta Rei Studio puoi misurare la tua HRV, tramite l’apposita strumentazione. Chiamaci e prendi appuntamento!

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DISBIOSI: COS’E’ E COME CURARLA – dott.ssa Balasini Giulia

Per “disbiosi” s’intende un’alterazione patologica della vita dei microrganismi intestinali. Nel nostro intestino vivono miliardi di microrganismi fondamentali per la nostra salute in quanto favoriscono la digestione degli zuccheri e delle proteine e demoliscono la bile.

Nelle persone sane la flora intestinale agisce fisiologicamente in simbiosi con l’organismo; se si genera una rottura di questo equilibrio, si parla di disbiosi e la flora batterica intestinale risulta anormale per qualità e quantità. L’intestino, infatti, dovrebbe mantenere l’85% di batteri acidophilus e il 15% di bacillus coli o altri gasogeni.

In caso di disbiosi questo equilibrio viene a mancare.

Un programma di disintossicazione intestinale può in questo senso essere utile per aiutare l’organismo nei suoi naturali processi di depurazione ed escrezione e, prevenire quindi tale patologia. Il programma di disintossicazione può essere eseguito assumendo perossido di magnesio che, a contatto con la mucosa intestinale sprigiona ossigeno e richiama acqua causando una sorta di lavaggio intestinale naturale. L’effetto, oltre a quello di un’aumentata e facilitata evacuazione, è quello di causare una parziale distruzione della flora batterica dannosa. Per questo motivo, si consiglia l’assunzione di probiotici e prebiotici per almeno un mese dopo il trattamento.

I probiotici sono microrganismi che una volta ingeriti sopravvivono all’acidità dello stomaco, ed arrivati nell’intestino si stabilizzano portando benefici per chi li ospita. I prebiotici sono invece alimenti di origine vegetale che non possono essere assorbiti dall’organismo ma che vengono digeriti dalla flora intestinale, aiutandola a proliferare.

Poiché comunque, una volta interrotta l’assunzione di probiotici e prebiotici, la flora intestinale tende a tornare com’era, la regola fondamentale resta sempre quella di adottare una corretta alimentazione e svolgere una costante e regolare attività fisica. Un’alimentazione con troppi zuccheri, alcool, caffè, l’assunzione di medicinali, situazioni di stress e conflitto emotivo possono, infatti, alterare la flora intestinale.

Il principio è sempre lo stesso: una corretta alimentazione, il giusto quantitativo di fibre associato ad una costante attività fisica, possibilmente svolta all’aria aperta, sono le regole basi per mantenere in salute non solo il nostro intestino ma, noi stessi.

Dott.ssa Balasini Giulia, Nutrizionistra.

Tutte le informazioni che sono contenute nel Sito sono pubblicate a scopo esclusivamente informativo, senza che per questo motivo possano sostituirsi o integrare la diagnosi necessariamente svolta dal medico.

il massaggio è storia

La pratica del massaggio risale ad Ere molto molto antiche, come dimostrano molti ritrovamenti. Ogni civiltà ne ha sempre riconosciuto importanti benefici.

Antichità
Nel testo cinese “Kong Fou”, del 2698 a.C., si descrivono esercizi fisici e diversi tipi di massaggio, allo scopo di ottenre un perfetto equilibrio fra mente e corpo. Brahama raccomanda ai suoi discepoli, nel XVIII secolo a.C. attraverso il testo sacro L’Ayur-Veda, il massaggio a scopo igienico. Anche la letteratura degli antichi Egizi e dei Persiani contiene riferimenti ai benefici del massaggio.

Antica Grecia e Roma
Nella Grecia del 406 a.C., Ippocrate, padre della medicina moderna (quello de “il giuramento di Ippocrate”) descrisse la “frizione verso l’alto”, come pratica più efficace rispetto allo stesso movimento effettuato verso il basso sugli arti. In qualche modo aveva intuito il funzionamento della circolazione linfatica e del sangue. Fatto che sarà dimostrato solo all’inizio del XVII secolo d.C. Anche per tutta la durata dell’Impero Romano, la pratica del massaggio era ritenuta imortantissima e pare che addirittura il “massista” fosse considerato pari al medico;

Medioevo, Rinascimento, Età Moderna
In Oriente la tradizione del massaggio prosegue, in occidente si interrompe durante il Medioevo nell’ottica di una ideologia di  mortificazione dei bisogni del corpo e del piacere, allo scopo di far fiorire lo spirito e meritare la redenzione. Soltanto con il Rinascimento il massaggio ritorna in ottica terapeutica

XX Secolo
In questa epoca gli enormi progressi compiuti dalla medicina relegarono in secondo piano le terapie della trazione. In occidente, la maggior parte delle persone si era totalmente concentrata solo sulla medicina classica e conosceva a malapena l’incredibile valore terapeutico del semplice contatto umano.

Attualmente
Ai giorni nostri, invece, il massaggio è in rinascita. Le persone tornano a cercare i valori genuini e la tradizione, anche per combattere lo stress della vita moderna e per evitare l’abuso di farmaci. Oggi, la ricerca scientifica riconosce il massaggio come terapia efficace, per tutta una serie di esigenze, stabilendone modi di agire, indicazioni e controindicazioni.

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